SEO? Che significa?

Con l’avvento delle professioni digitali (e ormai sono diversi anni!!!) sono venute a formarsi “nuove” figure professionali. Tra queste il SEO.

SEO-che-significa?

 

Da un lato questo è fantastico, ma dall’altro ci sono dei piccoli problemi di comunicazione.

Vi è mai capitato di trovarvi in una discussione simile a questa?

“Ciao di cosa ti occupi?

Ciao mi occupo di SEO.

Scusa cosa significa?”

Questo è quello che accade intorno a me quando provo a rispondere a una banale domanda.

Dopo un attimo di silenzio, con evidente imbarazzo, tutti chiedono spiegazioni.

Fin qui nessun problema. Non ci trovo niente di male a far capire alla gente quale sia il mio ruolo in questo mondo.

Il problema è trovare le parole giuste per spiegarlo, perché mi rendo conto che anche dopo una spiegazione che può sembrare banale e semplicistica la maggior parte delle persone rimane ancora dubbiosa.

Primo tipo di spiegazione:

In pratica il mio lavoro è riuscire a dare visibilità a privati e aziende.

“Capita a tutti di fare una ricerca su Google (o su qualsiasi altro motore di ricerca).
Hai mai fatto caso su quali risultati vai a cliccare?
Esatto, solitamente la nostra attenzione si focalizza sui primi risultati.
Ebbene, io cerco di far arrivare lassù i miei clienti.”

Risposta prevedibile:

“Quindi se voglio essere visibile in prima pagina su Google in 15 giorni devo rivolgermi a te?”

La risposta più ovvia sarebbe un convinto SI!
La storia diventa un po’ più complicata perché ancora dall’altra parte non si è ben consci del lavoro che dovrei svolgere.

Spiegazione un po’ più articolata:

Il mio lavoro è ascoltare i bisogni del cliente/utente, stabilire una strategia operativa, valutare il miglior modo di approcciare sui motori di ricerca, monitorare i vari competitors e definire degli obiettivi ben definiti.

Risposta altrettanto prevedibile:

“Si va bene Giovanni, ma riesci a portarmi in prima pagina in un mese?”
C’è qualcosa che continua a non quadrare.

Qualcuno di voi si è mai trovato in una tale situazione? Il problema di fondo è cercare di spiegare.

Vediamo come poter definire il mio lavoro di SEO:

  • Cerco di studiare un relativo settore e di conseguenza mi impegno a capire quali possano essere i bisogni degli utenti. In sostanza provo a intercettare le loro possibili domande.
  • Lavoro sul sito in generale affinché sia usabile e ben organizzato. La semplicità non è sinonimo di poca professionalità. Con questo non intendo parlare di siti graficamente non all’altezza. Ogni singolo punto deve essere collegato per creare un sito strutturato a dovere.
  • Lavoro sulle singole pagine del sito in questione per cercare di garantire contenuti utili per gli utenti. Così facendo riusciremo a risolvere buona parte del problema relativo al posizionamento. I motori di ricerca apprezzano molto i contenuti unici e di valore.
  • Faccio un’analisi dei competitors. Magari cerco di capire quali sono i loro punti di forza e di debolezza e poi faccio le mie valutazioni. Il raffronto migliore è sempre quello con chi lavora meglio di noi, perché ritengo che solo così sia possibile crescere e migliorare.
  • Infine vado a monitorare i risultati del nostro lavoro nel tempo. Il lavoro non finisce con il posizionamento di questa o quella keyword, ma va valutato in toto, cercando di analizzare tutte le motivazioni che ci portano in prima piuttosto che in seconda posizione etc..

Ok forse ora si inizia a vedere qualche spiraglio di chiarezza.

E quindi?

In sostanza il lavoro di un SEO (per come intendo io la professione e non credo di avere in tasca la verità assoluta) serve a produrre un sito che riesca a comunicare tanto per gli utenti quanto per i motori di ricerca.

L’errore più grande che si possa commettere e che in molti purtroppo ancora fanno è quello di indirizzare un sito verso i motori di ricerca. Potrebbe essere una strategia adeguata nel breve periodo, ma nel medio/lungo periodo (che considero adeguato per monitorare l’efficacia di un lavoro ben fatto), sicuramente ci sarà qualcosa che non quadra.

Oggi è palese che la cosa più importante siano gli utenti, i loro dubbi e i loro bisogni. Se scriviamo per i motori di ricerca e un giorno Signor Google si sveglia e decide di cambiare algoritmo, restiamo fregati e rischiamo di mandare all’aria un certo tipo di lavoro.

Per questo “The Content is King”, perché un contenuto utile e di qualità riuscirà sempre a catturare l’attenzione degli utenti e non potrà essere rovinato da un algoritmo “qualunque”.

Per chiudere:

La SEO è una maratona, bisogna avere pazienza ed essere lucidi fino alla fine, senza rischiare di partire troppo forte. Si potrebbe scoppiare prima di arrivare al traguardo.

E voi che ne pensate? Cosa è la SEO? Sono riuscito a farvi capire qualcosa?

 

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